COVID-19, vaccino e facezie: alcuni passi insieme a Infermieri e Cittadini – 4 Dubbi e Risposte

Quarto passo: dubbi e risposte.

Da qualche tempo si susseguono tesi e proclami sulle più diverse nefandezze, che si nascondono dietro (e dentro) il vaccino anti SARS CoV-2, come se fosse una cosa che “riguarda altri” e non la soluzione ad uno dei più importanti problemi di salute pubblica della nostra epoca.

Proviamo a dare risposte, con le caratteristiche di cui sopra, ai più noti e diffusi, lasciando spazio aperto a tutti i quesiti, correttamente posti in termini scientifici, che si vorranno aprire.

L’Ordine, nel pieno esercizio delle sue funzioni, vuole essere promotore di una corretta cultura scientifica nell’ambito del vaccino anti SARS CoV-2, riconoscendo il suo valore assoluto per la soluzione della pandemia, che ha mietuto, ad oggi, oltre 2 milioni di vittime.

1. Il vaccino contiene il virus e quindi può provocare la malattia?

NO.

Il vaccino contiene una molecola denominata RNA messaggero (mRNA) con le istruzioni per produrre una proteina presente su SARS-CoV-2, il virus responsabile di COVID-19. Questa proteina serve a prevenire la malattia da coronavirus 2019 (COVID-19), inducendo una specifica risposta immunitaria, nei soggetti di età pari o superiore a 16 anni.

2. Perché viene specificato che previene la malattia nei soggetti di età pari o superiore a 16 anni?

Perché non sono state eseguite sperimentazioni sulla popolazione di età inferiore a 16 anni, che, peraltro, non ha casistica significativa in termini di mortalità da COVID-19.

3. Il vaccino modifica il DNA di chi lo riceve?

NO.

Piccolo richiamo di microbiologia (non stancarti di leggere, è importante).

I virus hanno un solo scopo nella vita: riprodursi.

Questo avviene obbligando le cellule dell’organismo che lo ospita a produrre altri virus, in modo totalitario, fino alla scomparsa del virus, grazie alla reazione (naturale o indotta) del sistema immunitario o fino alla morte dello stesso organismo infettato.

Il virus SARS-CoV-2 infetta le persone utilizzando una proteina di superficie, denominata Spike, che agisce come una chiave permettendo l’accesso dei virus nelle cellule, in cui poi si possono riprodurre. Tutti i vaccini attualmente in studio sono stati messi a punto per indurre una risposta che blocca la proteina Spike e quindi impedisce l’infezione delle cellule: se manca la chiave la porta rimane chiusa.

Il vaccino COVID-19 Pfizer – BioNTech (Comirnaty) è fatto con molecole di acido ribonucleico messaggero (mRNA) che contengono le istruzioni specifiche affinché le cellule della persona che si è vaccinata producano proprio le proteine Spike, per indurre la risposta immunitaria senza aver avuto l’infezione da virus.
Le proteine prodotte stimolano il sistema immunitario a produrre anticorpi specifici, così chi si è vaccinato e viene esposto al contagio virale, ha a sua disposizione gli anticorpi che bloccano le proteine Spike e impediscono quindi l’ingresso del virus nelle cellule.
La vaccinazione, inoltre, attiva anche le cellule T, che preparano il sistema immunitario a rispondere a ulteriori esposizioni a SARS-CoV-2
L’mRNA del vaccino, ha svolto la sua funzione e non resta nell’organismo: si degrada poco dopo la vaccinazione.

4. Cosa contiene il vaccino? (per appassionati di biochimica)

Il vaccino COVID-19 Pfizer – BioNTech (Comirnaty) contiene un RNA messaggero che induce la sintesi di antigeni del virus SARS-CoV-2. L’RNA messaggero è racchiuso in liposomi formati da ALC-0315 ((4-idrossibutil)azanediil)bis(esano-6,1-diil)bis(2-esildecanoato) e ALC-0159 (2-[(polietilenglicole)-2000]-N,N-ditetradecilacetammide).

ALC-0315 e ALC-0159 sono lipidi sintetici che contribuiscono a formare le vescicole che veicolano il vaccino.

Il vaccino contiene inoltre altri eccipienti:

– 1,2-Distearoyl-sn-glycero-3-phosphocholine

– colesterolo

– potassio cloruro

– potassio diidrogeno fosfato

– sodio cloruro

– fosfato disodico diidrato

– saccarosio

– acqua per preparazioni iniettabili.

 

Una dose di vaccino Moderna (0,5 mL) contiene 100 microgrammi di RNA messaggero (mRNA) (inseriti in nanoparticelle lipidiche contenenti il lipide SM-102). RNA messaggero (mRNA) a singola elica con capping in 5’, prodotto mediante trascrizione in vitro senza l’ausilio di cellule (cell-free) dai corrispondenti DNA stampo, che codifica per la proteina virale spike (S) del SARS-CoV-2.

Eccipienti:

Lipide SM-102

Colesterolo

1,2-distearoil-sn-glicero-3-fosfocolina (DSPC)

1,2-dimiristoil-rac-glicero-3-metossipolietilenglicole-2000 (PEG2000 DMG)

Trometamolo

Trometamolo cloridrato

Acido acetico

Sodio acetato triidrato

Saccarosio

Acqua per preparazioni iniettabili

 

Nota: Greenpeace stima che ogni anno vengono prodotti 110 miliardi di bottiglie di Coca Cola.

La formula della Coca Cola è segreta da 134 anni.

5. I tempi della sperimentazione sono stati abbreviati, rispetto ai protocolli “standard”?

SI.

Ma non per questo i risultati sono meno sicuri, in quanto hanno visto la partecipazione di un numero di persone, oltre 44.000, che è circa dieci volte superiore agli standard degli studi analoghi per lo sviluppo dei vaccini. Perciò è stato possibile realizzare uno studio di grandi dimensioni, necessario per dimostrare efficacia e sicurezza.

6. Sono stati saltati dei passaggi necessari allo sviluppo di un vaccino sicuro?

NO.

Non è stata saltata nessuna delle regolari fasi di verifica dell’efficacia e della sicurezza del vaccino: i tempi ridotti sono stati resi possibili grazie alle ricerche già condotte da molti anni sui vaccini a RNA, alle grandi risorse umane ed economiche messe a disposizione in tempi rapidissimi e alla valutazione delle agenzie regolatorie dei risultati ottenuti man mano che questi venivano prodotti e non, come si usa fare, soltanto quando tutti gli studi  sono completati. Queste semplici misure hanno portato a risparmiare anni sui tempi di approvazione.

7. Quali reazioni avverse sono state osservate?

Le reazioni avverse osservate più frequentemente (più di 1 persona su 10) nello studio sul vaccino vaccino COVID-19 Pfizer – BioNTech (Comirnaty) sono stati in genere di entità lieve o moderata e si sono risolte entro pochi giorni dalla vaccinazione. Tra queste figuravano dolore e gonfiore nel sito di iniezione, stanchezza, mal di testa, dolore ai muscoli e alle articolazioni, brividi e febbre. Arrossamento nel sito di iniezione e nausea si sono verificati in meno di 1 persona su 10. Prurito nel sito di iniezione, dolore agli arti, ingrossamento dei linfonodi, difficoltà ad addormentarsi e sensazione di malessere sono stati effetti non comuni, che hanno interessato meno di 1 persona su 100. Debolezza nei muscoli di un lato del viso (paralisi facciale periferica acuta) si è verificata raramente, in meno di 1 persona su 1000.

Se vi sembrano effetti pericolosi, avete mai letto quelli dell’Aspirina®?

Poi, se siamo fumatori…

8. Tutti possono fare il vaccino?

La vaccinazione viene sempre preceduta da una accurata anamnesi, che serve a stabilire se vi sono controindicazioni o precauzioni particolari, come riportato anche nella scheda tecnica del vaccino.

Chi è già stato ammalato di COVID-19 può essere vaccinato ugualmente?

SI.

La vaccinazione non contrasta con una precedente infezione da COVID-19, anzi potenzia la sua memoria immunitaria, per cui non è utile alcun test prima della vaccinazione. Tuttavia, secondo uno studio dell’Università di Oxford, queste persone godono già di una copertura anticorpale per almeno 6 mesi e quindi non necessitano di una vaccinazione nella prima fase della campagna vaccinale.